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Heritage - Inheritance

Pubblicato il 3 settembre 2012 da Alessandro Izzi

VOTO:

Heritage - Inheritance

Cronache familiari dalla martoriata terra palestinese. Cronache a volo d’uccello su città e colli riarsi dal sole e dalle bombe.
Inheritance gioca sul tema dell’eridità in una famiglia sgretolata e scomposta, divisa all’interno da incomprensioni più o meno grandi. Nel frattempo, fuori, volano gli aerei israeliani ed esplodono i conflitti.
A catalizzare l’attenzione due eventi di rilievo: un matrimonio e un infarto che blocca sul confine tra la vita e la morte (ennesimo confine in una terra dilimitata da infiniti recinti più o meno visibili, ma tutti sporchi di sangue) il non troppo anziano padre.

Il matrimonio si celebra all’insegna dell’ipocrisia. Tutti ballano e cantano, mascherando con questo le angoscie più o meno grandi della loro condizione. C’è Salma, consapevole grazie ad un improvvido sms di non poter avere figli perchè il marito è sterile e che sa bene che la colpa del non avere figli sarà data tutta a lei e c’è la giovane Hajar, innamorata di un professore di storia dell’arte di origini inglesi che non vede l’ora di lasciare una Palestina ad un passo da un nuovo conflitto. C’è il padre che sa di avere problemi al cuore, ma continua a tenerli noascosti a tutti e c’è suo figlio che cerca di nascondere la sua inettitudine agli affari riempiendosi di debiti. C’è il genero che vuole darsi alla politica, ma nel frattempo collabora con gli israeliani e mette le corna alla moglie come se tradire la patria e la consorte fossero tutt’uno e c’è il cugino che parla inglese e sogna di sposare Hajar anche se il viaggio di nozze non potrà andare più in là della Turchia.

Segreti e bugie potrebbe essere il sottotitolo di Inheritance. Un coacervo di contraddizioni e di parenti serpenti in cui anche la sigaretta va fumata dalle donne in giardino, di nascosto dai mariti come da copione millenario che non intralcia, però, affetti veri e amori veri. Essere arabi, in fondo, è anche questo senso di famiglia che urta e stride con le evoluzioni del pensiero e della cultura che va in un’altra direzione con buona pace di tutti.
La giovane regista segue con passione e compartecipazione il destino dei suoi personaggi trovando accenti di comprensione per quasi tutti, ma tenendo al tempo stesso uno sguardo dall’alto, da parte di un uccello che rifiuta di starsene chiuso in gabbia anche se il padre padrone che lì lo ha rinchiuso lo ama in uno strano modo.

Inheritance mette in scena il senso di un’eredità che si sfalda e si sperde. L’eredità di un padre diviso tra vita e morte che, per questo, non può ancora passare ai figli, ma anche un’eredità culturale che le nuove generazioni non sono davvero in grado d accettare perchè la globalizzazione ha aperto nuove porte e indicato nuove direzioni.
E per questo il film si chiude in una scritta, incisa come ruga su colli gravidi di ulivi, nella splendida intuizione del finale, quando il volo di un aereo che parte per lasciare la Palestina, sorvola in un addio le esistenze di una famiglia dilianiata che si affratella al dolore di una terra martoriata.
Il gesto di speranza resta tutto sulle spalle di Hajar che, baciato il padre in coma, chiude i conti col passato e si apre all’ansia del futuro. Lei è l’unica della famiglia ad essere rimasta federe a se stessa e ai propri sogni anche se questo significa l’esilio. Lei, unica in un mondo di menzogne ad aver voluto proclamare la sua verità, a fine film trova una risposta prendendo il volo.
Una risposta forse politicamente scomoda, ma l’unica possibile per giovani che questa guerra l’hanno ereditata non sanno bene neanche loro perché.


CAST & CREDITS

(Heritage); Regia: Hiam Abbass; sceneggiatura: Hiam Abbass, Ala Hlehel; fotografia: Antoine Heberlé; montaggio: Guy Lecorne; interpreti: Hafsia Herzi (Hajar), Hiam Abbass (Samira), Yussef Abu Warda (Khalil), Ashraf Barhoum (Ahmad), Ruba Blal (Saada), Clara Khoury (Salma), Makram Khoury (Abu Majd), Khalifa Natour (Majd), Tom Payne (Matthew), Lina Soualem (Alya), Mouna Soualem (Lana), Ali Suleiman (Marwan), Ula Tabari (Zeinab), G.A. Wasi (Cousin Ali); produzione: AGAT Films & cie, Alma Films, Depo Film; origine: Francia, Palestina, 2012; durata: 88’


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