X

Su questo sito utilizziamo cookie tecnici e, previo tuo consenso, cookie di profilazione, nostri e di terze parti, per proporti pubblicit‡ in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di pi˘ o prestare il consenso solo ad alcuni utilizzi clicca qui. Chiudendo questo banner, invece, presti il consenso allíuso di tutti i cookie



Magic Mike

Pubblicato il 21 settembre 2012 da Fabiana Proietti


Magic Mike

Da qualche tempo l’interesse di Steven Soderbergh per i corpi è secondo solo a quello, programmatico, di Darren Aronofsky per i suoi wrestler e le sue ballerine, e forse nemmeno a lui, considerando che dopo The Girlfriend Experience e Knockout questa nuova parabola esistenziale imperniata sulle performance fisiche dei suoi protagonisti viene di fatto a costituire una trilogia nel cinema del regista americano.

Raccontando l’amicizia tra lo stripper Magic Mike, che cerca di rifarsi una vita al di fuori di questo mondo e allo stesso tempo il movimento inverso che vi introduce il diciannovenne Adam, detto "The Kid", Soderbergh si muove sul confine sempre piu’ labile tra realtà e fiction, ispirandosi alle esistenze dei suoi protagonisti per operazioni teoricamente affascinanti che si fanno narrativa partendo dal dato reale ma soltanto attraverso la realtà dei corpi attoriali, quelli estremi della pornostar Sasha Grey, della campionessa di arti marziali Gina Carano e dell’ex stripper Channing Tatum.

Proprio Tatum, infatti, nuovo divo del cinema action americano che Soderbergh aveva già diretto in Knockout, è l’ispiratore di questo progetto che ne racconta l’esperienza da spogliarellista prima di fare il suo ingresso nel mondo del cinema. Ed il film è percorso da questa ossessione per la performance che lega il piano della finzione narrativa a quello della messa in scena, in un continuum indistinguibile che è l’anima teorica del film.

Quel che colpisce pero’ stavolta nel cinema solitamente cerebrale - e glaciale - di Soderbergh è un’insolita umanità che affiora sottotraccia grazie a una regia che sembra finalmente bilanciare le due anime opposte della sua bulimica filmografia, quella imponente e tecnica dei blockbuster e quella piu’ minimalista e intimista degli esordi di Sesso, bugie e videotape.
Lavorando nuovamente sul sesso, sulla paura dei sentimenti e su un incombente senso di fallimento esistenziale - simile a quello che investiva Andie McDowell e James Spader - Soderbergh trova qui una nuova coppia - Channing Tatum e Cody Horn - in grado di illuminare ancora il suo cinema di un’umanità spesso sfuggente.

Ma è soprattutto nel Dallas interpretato da Matthew McConaughey, che questa ideale trilogia perfomativa sembra trovare il suo teorico compimento: dopo lo sdoganamento friedkiniano con il magnifico villain Killer Joe, McConaughey - non diversamente dalla pornostar sasha Grey o dalla lottatrice Gina Carano - è ormai completamente libero di essere un puro corpo cinematografico, lucido e levigato, amoralmente attratto unicamente dalle luci della ribalta.


CAST & CREDITS

Regia: Steven Soderbergh; sceneggiatura: Reid Carolin fotografia e montaggio: Steven Soderbergh; musica: Martin Blasick, Frankie Pine , Jack Rayner; interpreti: Channing Tatum, Alex Pettyfer, Matthew McConaughey, Joe Manganiello, Matt Bomer, Cody Horn, Olivia Munn; produzione: Nick Wechsler Productions, Iron Horse Entertainment, Extension 765; distribuzione: Key Films; origine: Usa, 2012; durata: (esempio) 110’; webinfo: Sito Ufficiale


Enregistrer au format PDF