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MALU TIANSHI

Pubblicato il 12 settembre 2005 da Sila Berruti


MALU TIANSHI

Si sa che il Festival di Venezia riserva sempre delle sorprese;sorprende però che queste arrivino da un epoca remota (1937) da un paese lontano (Cina). All’interno della rassegna STORIA SEGRETA DEL CINEMA ASIATICO si scoprono delle interessanti piccole perle, che potrebbero far ricredere anchei “non amanti” del cinema Orienatale. Angeli della Strada(Malu tianshi) è una poesia, forse, più una filastrocca; una pellicola molto vicina a quelle di Francois Trouffeaut e Rene Claire, che mescola con sapienza targico e drammatico,realtà e favola. La fiabesca storia di quattro ragazzi (un Trombettista, un Barbiere, un Giornalaio e un Balbuziente) e due ragazze (una Cantante e una Donna di Strada) che ,nei bassifondi di Shanghai, affrontano, con allegria una vita di fatiche e di stenti. Tra il Trombettista e la Piccola Cantante sboccia un amore, coltivato attraverso giochi di prestigio, ingenui sorrisi e dolci canzoni. La Piccola,(che vive con la matrigna e il patrigno) canta in un ristorante di proprietà della famiglia dove, dopo averla notata, un boss mafioso ne rimane affascinato e decide di comperarla. Nel tentativo di impedire che ciò avvenga, il Trombettista e i suoi tre amici organizzano, con la complicità della sorella di lei (la Donna di Strada), una fuga.

Angeli della Strada è un racconto dedicato al popolo minuto, alla piccola gente;un film fatto di piccole cose, di dettagli e di trovate geniali ( come quella del Giornalaio che tapezza le pareti della sua povera casa con i quotidiani invenduti che consulta ogni qual volta non sa come uscire da un guaio. Costruto con un ottimo ritmo, che non poco ricorda le commedie e i musical americani di quegl’anni, il film mescola sapientemente diversi linguaggi: passando dal musical al dramma senza mai esagerare. Il risultato è una pellicola intensa e nello stesso tempo divertente che offre diversi piani di lettura e si presta ad essere fruita su più livelli. Silenziosamente e con tatto, il regista Yuan Muzhi,ci porta a riflettere e a conoscere una realtà triste e faticocosa come quella dei bassifondi di Shanghai nel 1935, ci insedgna e ci ricorda che, per raccontare il dolore non è sempre necessario far soffrire lo spettarore. In un intervista di qualche anno fa il regista italiano Mario Camerini, affermava di ritenere più interessanti le pellicole da lui realizzate durante il facsismo piuttosto che quelle del periodo successivo: questo perché,spegava il regista, la censura lo aveva portatato a trovare delle soluzioni alternative costringendolo a lasciar intuire piuttosto che mostrare esplicitamente. Muzhi ci mostra come dietro al riso si celi il pianto guidandoci negli angoli malinconici dell’allegria. Angeli della strada dimostra un grande rispetto per lo spettatore che si sente coinvolto e commosso e soprattutto considerato come un individuo pensante.

[Settembre 2005]

titolo originale (Malu tianshi) Regia: Yuan Muzhi sceneggiatura: Yuan Muzhi fotografia: Yinxian Wu interpreti: dan Zhao, Heling Wei, Huishen Zhao, Xuan Zhou origine: Cina, 1937


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